Si infrange il sogno degli Shoemakers

Dopo 4 vittorie consecutive finisce il sogno di accesso alla seconda fase per gli Shoemakers che cadono sul campo di Montemurlo una partita da vincere per tenere vive le speranze.

Invece dopo 40 minuti in cui i ciabattini vendono cara la pelle in un clima subtropicale il risultato è impietoso e gonfiato degli innumerevoli tiri liberi concessi per falli tecnici (ben 7, di cui 4 negli ultimi 2 minuti di gara) e conseguenti espulsioni.

Una partita che l'arbitro non ha saputo intendere vista l'insospettabile correttezza delle due squadra che nei precedenti avevano dimostrato fisicità e partite al limite dei colpi proibiti ma che in campo hanno giocato una gara leale e corretta.

I termali partono subito di rincorsa, il ritmo è basso ed è sotto canestro che le due squadre iniziano a darsi battaglia.

Gli Shoemakers sono bravi a non lasciar mai scappare gli avversari, difendono forte, ma concedono troppo a rimbalzo.

Nel secondo quarto i primi tecnici a Danesi e Gabrielli che servono a Montemurlo a scavare un solco di 4/5 punti mentre gli Shoemakers di affidano al piazzato di Mignanelli che entra con costanza per restare a galla.

Nella ripresa è una assedio degli Shoemakers, che girano due viti in difesa e provano a spostare nuovamente il baricentro del gioco sotto canestro dove Guelfi è posseduto da una rabbia agonistica che coinvolge i compagni, ma spreca troppe occasioni sia dal campo che dalla lunetta per rimettere in partita gli Shoemakers.

Montermurlo non sbaglia nulla, in attacco è lucida e trova soluzioni dal perimetro cui gli Shoemakers non sanno controbbattere.

Gli Shoemakers sono anche spreconi ai tiri liberi, le percentuali parlano chiaro, mentre Montemurlo dalla linea della carità non perdona e raggiunge anche le 8 lunghezzi di distacco, fino a che Monsummano non torna in partita fino al -4 a 4 minuti dalla fine vanificato ancora dai padroni di casa dalla lunga distanza.

A due minuti dalla fine Monsummano è ancora in partita sul -6, ma l'arbitraggio è scadente, usa un metro di giudizio che non lascia punti di riferimento e diventa protagonista di 4 falli tecnici e 2 esplusioni (coach Gabrielli e Guelfi) nel giro di pochi istanti che di fatto chiudono i conti.

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